mercoledì 28 settembre 2016



Written by Eleonora Rizzo


Water: a global emergency

According to the WHO, in 2015 one out of ten people (663 millions) lacked access to safe water while one out of three people (2.4 billions) lacked access to a toilet. [1] To tell the truth, there are currently more people having a mobile phone than a toilet in the world. [2]
The situation is particularly tragic in Sub-Saharan Africa, where only 16% of people were estimated to have access to safe water through a household connection. From one side people struggle to have access to readily drinking water, but from the other, even when water is accessible, the risk of contamination is very high.

The human right to water has been widely recognized in international law and human rights treaties such as the United Nations General Assembly of the 28 July 2010. Still, we are still facing situations in which the poorest regions are unable to access public water supply or better sanitation. The implications vary from the spread of diseases such as cholera and diarrhoea, to children dying from malnutrition and dehydration.

The overwhelmingly evidence of such inequalities going on in the world may get oneself to wonder “Why”. Why is this situation still acceptable? Why them and not me?
And it’s precisely this series of questions which inspired and motivated the work of an Italian-Spanish start-up led by Marco Attisani, who claims to have figured out a solution.

Let me introduce you to Watly , the first solar-powered computer providing clean water, off-grid electricity and Internet connection everywhere in the world.

Seems like the Future is knocking on the door, right?


How it works

The infrastructure reminds of a space shuttle and is indeed impressive, 40 meters of length for 15 tons of weight. The unique “arch shape” of the four thermal solar panels makes this machine super resistant and very efficient. In fact, Watly’s distillation method is up to 11 times more efficient than traditional distillation processes. This allows the system to purify 5 thousand litres of water a day, without recurring to filters which require a lot of maintenance costs.


Watly's competitive advantage is given by its long term resistance, as in 15 years a single machine could help cut greenhouse gas emissions up to 2.500 tons, the equivalent of 5,000 barrels of oil, while generating 1 GWh of clean and free energy.
These data stem from a period of implementation and trial of Watly 2.0 in Ghana. The prototype was welcomed with great admiration and expectations by local people and its success was awarded with a 2 million euros funding from European organisations including Horizon 2020 and European Pioneers.


The crowdfunding campaign

However, the costs involved in the setup of another machine are huge and the company recently launched a crowdfunding campaign on IndieGogo to raise another $75000.
Unfortunately, the team struggled with collecting all the necessary funds and were able to cover only 24% of the required sum thanks to the support of individual investors.



Watly has been developed as a tool to empower economies and economic growth in developing areas. This technology could make a real impact on the standards of living of these people, getting them out of poverty and starvation. Just think about mass emigrations and how this project could tackle the issue.

Conversely, other projects such as BauBax, the 15 pockets travel jacket, raised over 11 million out of the 20 thousand set at the beginning of the crowdfunding campaign.
Two different, yet amazingly innovative projects, which faced two very different fortunes.
Except that one encompasses an invaluable social impact.


Although the fundraising campaign on Indiegogo has closed, there are many other solutions you can adopt to support the initiative.
From visiting their website, to liking the Facebook page, or downloading the app Lively , make sure you spread the news and become part of the change!







[1] World Health Organization and UNICEF Joint Monitoring Programme (JMP). (2015) Progress on Drinking Water and Sanitation, 2015 Update and MDG Assessment.
[2] International Telecommunication Union (ITU). (2015). The World in 2015 ICT Facts and Figures.

sabato 24 settembre 2016

Scritto da Valeria Procoli

Tra pochi giorni parte il Salone della CSR e dell’Innovazione Sociale che il 4 e 5 Ottobre animerà l’edificio di via Roentgen, in Bocconi.



In vista dell’evento è stato lanciato, in partnership con CiAl - Consorzio Imballaggi e Alluminio, il contest fotografico “Scatta il cambiamento”. Basterà postare su Twitter da una a cinque foto che esprimano la propria idea di cambiamento, la migliori venti saranno poi esposte durante il Salone e votate dai visitatori, che decreteranno il vincitore di una Ricicletta®, bici realizzata in alluminio riciclato. C’è tempo fino al 26 Settembre per postare la propria foto. Qui il regolamento.

Per questa quarta edizione è stata inoltre lanciata un’iniziativa volta a dare più visibilità ai temi della sostenibilità e della responsabilità sociale su cui verterà l’evento; sarà infatti lanciata la prima “Maratona d’impresa” . Un programma televisivo ed una diretta streaming trasmetteranno le 48 ore del Salone e, a chiunque lo desideri, sarà concesso un minuto per lasciare un messaggio, presentare un progetto o segnalare un’iniziativa sui temi della CSR e della sostenibilità.

Il programma prevede una serie di conferenze, workshop e presentazioni di libri. Si parlerà a 360 gradi di ogni aspetto legato a sostenibilità e CSR, sui cui temi si incontreranno diversi punti di vista grazie alla presenza di relatori provenienti da mondo accademico, imprese, terzo settore e pubbliche amministrazioni. Sarà inoltre dato spazio agli studenti; in occasione dell’evento di apertura “Cambiamento coesione competitività: i giovani intervistano le imprese”, tre giovani -un rappresentante di Green Light for Business, uno di CSR Native ed uno studente dell’Universita Ca’Foscari di Venezia- intervisteranno Enel, Ferrovie dello Stato e Conai.

Questo quarto Salone si preannuncia un’edizione molto ricca e stimolante, che si configurerà come un importante momento di incontro e confronto per riflettere sui temi della sostenibilità e della responsabilità sociale, scambiando idee ed approfondendo aspetti da cui non si può più prescindere. Non mancate!


giovedì 22 settembre 2016

Scritto da Leonardo Armato

Pochi giorni fa la Nasa ha diffuso una serie di fotografie satellitari che testimoniano ciò che in molti ormai considerano il più grave disastro ecologico della storia: la scomparsa quasi completa del lago d'Aral.


Il lago d'Aral si trova al confine tra il Kazakistan e l'Uzbekistan ed è un lago salato di origine oceanica con due immissari, l'Amu Darya e il Syr Darya, ma nessun emissario. Pertanto la sua superficie è frutto dell'equilibrio che si crea tra le acque immesse dai due fiumi e la forte evaporazione a cui è soggetto, data la sua posizione geografica.

Originariamente si estendeva per ben 68000 km² ed era il quarto lago al mondo per superficie, il secondo dell'Asia dopo il mar Caspio e per questa ragione in inglese viene ancora chiamato "Aral Sea". Il lago svolgeva un ruolo molto importante per l'intera area giacché, con la sua presenza contribuiva a mitigare il clima e dava anche sostentamento a parte della popolazione attraverso la pesca e l'industria collegata.

Negli anni '60 l'Unione Sovietica decise però che il futuro economico di quell'area sarebbe stato legato alla coltivazione intensiva del cotone, così per permettere l'irrigazione dei campi i due fiumi che alimentavano l'Aral furono parzialmente deviati. Ai sovietici era ben chiaro che così facendo il lago sarebbe evaporato, ma essi ritenevano che una volta ridotto a una palude, l'Aral sarebbe diventato un luogo adatto per la coltivazione del riso. Le cose purtroppo andarono peggio del previsto, poiché il sistema dei canali era molto inefficiente ed a causa delle molte perdite, solo un terzo dell'acqua deviata arrivava ai terreni. Inoltre la coltura intensiva del cotone, non attuando la rotazione delle colture aveva bisogno di un massiccio uso di prodotti chimici che poi tramite i due fiumi si riversavano nel lago.

Nel giro di pochi anni l'abbassamento del livello delle acque e l'aumento della salinità distrussero l'ecosistema del lago e già dai primi anni ottanta la pesca divenne impraticabile determinando anche la chiusura di tutto l'indotto. Le acque del lago ritirandosi, invece del previsto acquitrino, lasciarono al loro posto un deserto, sulla cui superficie affiorarono sostanze chimiche tossiche, frutto dell'agricoltura intensiva e di test militari, che il vento sospinse a grande distanza causando gravi danni alla salute degli abitanti del posto e così nel giro di pochi anni l'area divenne inabitabile. Con la progressiva scomparsa del lago cambiò anche il clima: gli inverni divennero più lunghi e freddi e le estati divennero più calde e secche.

Come mostra l'animazione, il lago d'Aral ha continuato a ritirarsi ininterrottamente per tutti gli ultimi cinquant'anni e oggi la sua superficie rappresenta solo un decimo di quella originaria.

Questa storia ci ricorda ancora una volta, come le politiche di sviluppo estreme, sottostimando le loro ricadute ambientali, possano creare devi veri e propri disastri. Forse dal punto di vista economico la scelta di puntare sulla coltivazione intensiva del cotone ha anche avuto successo, infatti oggi l'Uzbekistan rappresenta il 6° esportatore di cotone al mondo e il settore impiega un'ampia fetta della popolazione, ben al di sopra di quella impiegata nella pesca.

Il prezzo da pagare per questo sviluppo però è stato altissimo, un'intera regione è stata sconvolta e le persone che vi abitavano prima hanno visto minacciata la loro salute e poi sono state costrette a scappare. Solo recentemente i due paesi hanno cominciato a valutare delle strategie per poter riparare almeno in parte a questo disastro. Alcuni ritengono che sia conveniente attuare un'opera di rimboschimento del letto deserto del lago, altri invece ritengono che deviando le acque dei fiumi Volga, Irtys e Ob' sarebbe ancora possibile riportare il lago ad un'ampiezza simile a quella originaria, ma l'intervento costerebbe dai 30 ai 50 miliardi di dollari e sarebbero necessari almeno 30 anni.

Vedendo queste cifre verrebbe proprio da chiedersi se ne sia davvero valsa la pena...

martedì 20 settembre 2016

Scirtto da Valentina Tringali


L’estensione del ghiaccio marino artico quest’estate si è ridotta al suo secondo livello più basso da quando gli scienziati hanno iniziato a monitorarla via satellite. Durante il mese di agosto l'estensione media era stata di 5,60 milioni di chilometri quadrati, il quarto valore più basso per agosto: un deficit di circa 1,03 milioni di chilometri quadrati rispetto la media 1981-2010 e 890.000 chilometri quadrati al di sopra del record minimo registrato nell'agosto 2012.

Il National Snow and Ice Data Center in Colorado ha rilevato, proprio sabato scorso, che il ghiaccio marino ha raggiunto il punto più basso di tutta l’estate, estendendosi per 4,14 milioni di chilometri quadrati, dietro solo ai valori di 3.39 registrati  nel 2012. E’ chiaro che si tratta di un ulteriore segnale del riscaldamento globale e della tendenza verso estate senza ghiacci.

Il direttore del Centro Mark Serreze sostiene che quest’anno si sia rafforzata la tendenza generale al ribasso, senza alcuna speranza di recupero. “Abbiamo sempre saputo che l'Artico potreva essere il sistema di preallarme per il cambiamento climatico.” Ribadisce Serreze –“ ma quello che abbiamo visto quest'anno  sta decisamente rafforzando quest’idea".

E’ una perdita tremenda a cui stiamo assistendo. E 'stato un anno particolare per il ghiaccio marino nell'Artico:  in inverno i livelli sono stati tra quelli più bassi di sempre per la stagione fredda, ma durante l’estate si sono verificate più tempeste del previsto; quest’ultime normalmente mantenevano l’ Artico più freddo, ma quest’anno  non hanno allontanato il ghiaccio marino dalla fusione.

Secondo il National Snow and Ice Data Center non ci sarebbe da sorprendersi se  l'Artico diventasse essenzialmente privo di ghiaccio entro il 2030, cosa che influenzerebbe in maniera preoccupante la sicurezza internazionale.

“La tendenza è chiara e minacciosa”: queste le parole di Kevin Trenberth, scienziato senior del National Center for Atmospheric Research, il quale avanza l’idea secondo cui il cambiamento climatico indotto dall’uomo causerà ulteriori effetti non solo nell’Artico.

"Cosa succede nell'Artico non rimane nella regione artica", spiega lo scienziato del clima Michael Mann (Pennsylvania State University) : sembra sempre più probabile che la drammatica diminuzione del ghiaccio marino artico possa avere un impatto sul clima nelle medie latitudini e possa essere, almeno in parte, responsabile dei più drammatici, persistenti e anomali cambiamenti climatici registrati negli ultimi anni.

giovedì 15 settembre 2016

Scritto da Valeria Procoli

Dopo il successo dello scorso anno l’Università Bocconi si prepara ad ospitare nuovamente il Salone dell’Innovazione e della Responsabilità Sociale . L’evento, che avrà come filo conduttore tre parole chiave: cambiamento, innovazione e coesione, offrirà un momento di incontro a studenti, docenti, esperti, imprese e associazioni non profit che sempre più spesso si trovano a doversi confrontare con i risvolti sociali legati alle attività di business.

La preparazione a questa quarta edizione ha visto il Salone far tappa a Genova, Portogruaro, Bologna, Salerno e Roma, per concludersi il 4 e 5 Ottobre proprio a Milano, dove numerosi ospiti provenienti dal mondo accademico, delle imprese e delle istituzioni si avvicenderanno in un programma fittissimo di interventi.

L’evento, promosso da Università Luigi Bocconi, CSR Manager Network, Unioncamere, Alleanza delle Cooperative Italiane, Solidalitas e Koinètica, ha ottenuto la certificazione ISO20121- ciò significa che si svolgerà cercando di minimizzare l’impatto sull’ambiente e sulle comunità coinvolte, con l’obiettivo di sensibilizzare tutte i portatori di interesse sui temi della sostenibilità.

La partecipazione al Salone è gratuita, ma è richiesta una registrazione. Per avere maggiori dettagli e potersi iscrivere, è possibile consultare questo link: http://bit.ly/2cnxbf7